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Luglio -Agosto 2010 9/10 luglio 1943 Lo sbarco alleato in Sicilia
Cartina della Sicilia in dotazione agli americani della 7^Armata, con segnate le vie di accesso ai porti delle città.(Collezione Attilio Albergoni ©) In pochi, ormai, conoscono il significato di
questa data e di questa ricorrenza, spesso gli stessi giornali non ne
danno notizia o soltanto qualche accenno di colore. Premesso che ancora
c'è tanto da dire e da scrivere, ciò che successe allora cambiò
radicalmente la vita degli italiani e degli europei dato che l'incontro,
o lo scontro se preferite, tra la cultura anglo americana
e quella europea portò nel prosieguo degli anni ad un radicale
cambiamento dei costumi delle popolazioni. Ma andiamo per ordine.
L'Italia combatteva una guerra, che non avrebbe dovuto combattere, già
da tre anni, prima contri gli inglesi e poi contro gli americani
(tralasciamo il resto della coalizione). L'iniziale esuberanza
mussoliniana andò man mano scemando con le sconfitte sui vari fronti e,
dulcis in fundo, con la perdita dell'Africa. I soldati superstiti
approdarono in Sicilia e nel bene e nel male approntarono una serie di
opere di difesa in previsione di un quasi impossibile, secondo alcuni,
sbarco sulle nostre coste. Nella notte tra il nove e il dieci luglio
1943 avanguardie paracadutate anglo americane diedero il via
all'operazione Husky atterrando, anche con alianti, sul suolo siculo,
c'è da dire che non fu proprio una brillante operazione ma bastò a
gettare nel caos le guarnigioni italo tedesche di stanza nell'isola.
All'alba dell'indomani avvenne lo sbarco vero e proprio con una quantità
tale di navi e mezzi da trasporto che gli increduli siciliani della
costa sud non credettero ai loro occhi nel non vedere più il mare
Mediterraneo. La VII Armata americana e l'8^ inglese iniziarono così
l'assalto alla Festung Europa o se preferite la frase di Churchill al
"ventre molle" dell'Asse. Tanto molle non doveva essere se per
conquistare tutta l'isol Policlinico di Palermo uno degli ingressi. (Fotografia Attilio Albergoni ©)
Attilio Albergoni La riproduzione del testo o parte di esso e delle fotografie è vietata 2010©
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