Mostra “Da Costa a Costa” febbraio 2007

Le fotografie delle postazioni militari nel palermitano

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Mostra Fortificazioni dal XVI al XX sec.

03 maggio 2008                               Si é tenuta al Circolo Sottufficiali di Presidio la mostra su: “Fortificazioni costiere palermitane dal XVI al XX secolo”. Sono state esposte fotografie delle fortificazioni costiere, antiche e moderne, esistenti lungo la suggetiva costa palermitana. Sono intervenuti: […]

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L’Ambasciatore della RFT per il 70° dello Sbarco Alleato in Sicilia

  L’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Ecc. Schäfers, si é recato a visitare la mostra sui tedeschi a Palermo organizzata nell’ambito delle manifestazioni curate da Mediterraniae e RAI per il 70° anniversario dello Sbarco in Sicilia del 1943. Come più volte ribadito non si é trattato di celebrazioni ma soltanto di ricordare un periodo […]

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Cartolina per il 70° dello Sbarco Alleato del 1943

                La cartolina é stata stampata grazie al contributo dato dal Rotary Club Palermo Est alle Manifestazioni e distribuita, gratuitamente, in tutti gli eventi cittadini.

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22 luglio 2013 RAI Concerto Carabinieri

Presso l’Auditorium RAI di Palermo si svolta la manifestazione che chiude la ricorrenza dello Sbarco Alleato in Sicilia e del conseguente ingresso delle truppe americane a Palermo il 22 luglio 1943: “Luglio 1943. Palermo sotto un cielo di stelle e … strisce”. Degna conclusione delle giornate precedenti con la Fanfara del 12° Btg Carabinieri Sicilia […]

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Visita alla Base Navale di Sigonella 2013

Interessante ed istruttiva visita alla Base Navale USA di Sigonella. Per la cronaca, tutti i lavori della base sono stati eseguiti dalle Coop Rosse.

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Passo del Garrone, visita alla postazione della WW II

 

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A bordo della USS INCHON 1980

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Conferenza al Circolo Sottufficiali di Palermo – Ottobre 2003

                  Conferenza, al Circolo Sottufficiali di Presidio, sulla città di Palermo durante il periodo bellico e sullo Sbarco in Sicilia.

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Cefalù Museo Mandralisca 2003

Conferenza al Museo assieme al Giudice Salvatore Martino, nell’ormai lontano 2003, sulle devastazioni e implicazioni sociali della guerra a Palermo.

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Mostra “Da Costa a Costa” febbraio 2007

Invito alla presentazione del libro dal quale la mostra prende spunto

Invito alla presentazione del libro dal quale la mostra prende spunto

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Le fotografie delle postazioni militari nel palermitano
Altre fotografie

Altre fotografie

Descizione della Mostra

Descizione della Mostra

Mostra Fortificazioni dal XVI al XX sec.

03 maggio 2008

Invito Mostra Fortificazioni

Invito Mostra Fortificazioni

Alcuni tra gli intervenuti

Alcuni tra gli intervenuti

Foto della Mostra

Foto della Mostra

Foto della mostra

Foto della mostra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si é tenuta al Circolo Sottufficiali di Presidio la mostra su: “Fortificazioni costiere palermitane dal XVI al XX secolo”. Sono state esposte fotografie delle fortificazioni costiere, antiche e moderne, esistenti lungo la suggetiva costa palermitana. Sono intervenuti: il dott. Maurizio Graffeo, il prof. Saverio Brancato (purtroppo ora scomparso), il dott. Gian Paolo La Colla, l’arch. Salvo Greco, il dott. Rino Francaviglia, l’arch. Giuseppe Valenti.

L’Ambasciatore della RFT per il 70° dello Sbarco Alleato in Sicilia

Io Ambasciatore  Schäfers e Cons. Militello all'Utveggio

Da dx: Ambasciatore Schäfers, Presidente Albergoni  e Console Onorario Militello, all’Utveggio.

 

L’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Ecc. Schäfers, si é recato a visitare la mostra sui tedeschi a Palermo organizzata nell’ambito delle manifestazioni curate da Mediterraniae e RAI per il 70° anniversario dello Sbarco in Sicilia del 1943. Come più volte ribadito non si é trattato di celebrazioni ma soltanto di ricordare un periodo importante della nostra storia e comune a tutte le Nazioni coinvolte. Il Diplomatico era accompagnato dal Console Onorario della RFT a Palermo Prof. Dott. Militello.  Il Presidente del CERISDI prof. Cardinale, l’arch Salamone e il dott. Tantillo hanno reso possibile la mostra e hanno dato la possibilità a quanti non conoscevano il Castello di poterlo visitare.

Cartolina per il 70° dello Sbarco Alleato del 1943

Cartolina Luglio 1943 lato A

Cartolina Luglio 1943 lato A

Cartolina Luglio 1943 lato B

Cartolina Luglio 1943 lato B

 

 

 

 

 

 

 

 

La cartolina é stata stampata grazie al contributo dato dal Rotary Club Palermo Est alle Manifestazioni e distribuita, gratuitamente, in tutti gli eventi cittadini.

22 luglio 2013 RAI Concerto Carabinieri

Presso l’Auditorium RAI di Palermo si svolta la manifestazione che chiude la ricorrenza dello Sbarco Alleato in Sicilia e del conseguente ingresso delle truppe americane a Palermo il 22 luglio 1943: “Luglio 1943. Palermo sotto un cielo di stelle e … strisce”. Degna conclusione delle giornate precedenti con la Fanfara del 12° Btg Carabinieri Sicilia che ha eseguito magistralmente brani dell’epoca e moderni sotto l’impeccabile maestria del Direttore. Altrettanto bella e degna di nota l’esecuzione dei brani del Trio Lescano di nuova formazione.

22 luglio 2013 Fanfara 12 btg CC

22 luglio 2013 Fanfara del 12° Btg CC Sicilia.

 

Visita alla Base Navale di Sigonella 2013

Interessante ed istruttiva visita alla Base Navale USA di Sigonella. Per la cronaca, tutti i lavori della base sono stati eseguiti dalle Coop Rosse.

Cokpit quadrimotore Orion

Cockpit del quadrimotore Orion

Visita a Sigonella. A bordo dell'Orion antisom.

Visita a Sigonella NAS. A bordo dell’Orion antisom.

Passo del Garrone, visita alla postazione della WW II

Attilio Passo Garrone 11.06.09

Attilio Albergoni al Passo Garrone 11.06.09.       Visita effettuata con il socio Roberto Campanella

 

A bordo della USS INCHON 1980

Io e lt. Kennedy sul ponte della USS Inchon a Palermo

Io e lt. R. Kennedy sul ponte della USS Inchon a Palermo

Conferenza al Circolo Sottufficiali di Palermo – Ottobre 2003

Autorirtà civili e militari

Autorirtà civili e militari

Da sx: Gen. Gentile della G.d.F. - Attilio Albergoni - dott. Nicola Di Maio

Da sx: Col. Gentile della G.d.F. – Attilio Albergoni – dott. Nicola Di Maio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conferenza, al Circolo Sottufficiali di Presidio, sulla città di Palermo durante il periodo bellico e sullo Sbarco in Sicilia.

Cefalù Museo Mandralisca 2003

Da sx il Giudice Salvatore Martino, Attilio Albergoni,

Da sx il Giudice Salvatore Martino, Attilio Albergoni,

Museo Mandralisca Cefalù

Museo Mandralisca Cefalù

Conferenza al Museo assieme al Giudice Salvatore Martino, nell’ormai lontano 2003, sulle devastazioni e implicazioni sociali della guerra a Palermo.

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La guerra in Francia come in Sicilia

Pubblico con molto piacere ed interesse, sul mio sito, un articolo di Philippe Gallini, edito su La Provence.com, e suggeritomi dall’amico Philippe San Marco ricercatore italo francese con sangue palermitano nelle vene.  La storia si ripete e, purtroppo, quando si parla di guerra si riscontrano tante pesanti analogie: Palermo come Marsiglia.

Attilio Albergoni

Marseille : il y a 70 ans, le déluge de bombes

Marseille / Publié le Mardi 27/05/2014 à 05H31

Ce 27 mai 1944, Sylvette et Mireille Suzanne n’ont que 18 et 9 ans quand leur vie bascule en quelques secondes

Faits Divers - Justice - Actualités - Marseille : il y a 70 ans, le déluge de bombes
Ce qu’il reste de l’école des Maristes, rue Villeneuve, dans le quartier du Chapitre, après le passage des 250 forteresses volantes…

Photo lp

La journée s’annonçait magnifique…

Ce samedi 27 mai 1944, Marseille vaque à ses occupations, ne prétant guère attention aux hurlements des sirènes qui ont commencé à retentir vers 10 heures du matin. Il faut dire que depuis plusieurs mois, leur déclenchement quasi-quotidien, systématiquement suivi d’un avis de fausse alerte, avait fini par endormir la vigilance de la population.

Les bombardiers américains

Or ce jour-là, la cité phocéenne a été désignée comme cible prioritaire d’un raid massif de l’aviation alliée. À bord de 250 forteresses volantes venues d’Italie, les bombardiers américains tiennent la ville dans le réticule de leur collimateur. Les trappes s’ouvrent, libérant près de 800 bombes de 250 kg et 500 kg qui chutent en sifflant. Au sol, c’est l’apocalypse.

En quelques secondes, la vie de Sylvette et Mireille Suzanne va basculer dans l’horreur la plus totale. Miraculeusement épargnées car absentes de leur domicile ce matin-là, elles ne découvrent à leur retour que ruines, mort et désolation.

“Je me trouvais à l’école Sainte-Marie de Fuveau, raconte Mireille, 79 ans, encore très émue à l’évocation de ces heures terribles. À 10 h, nous sommes sortis en récréation et à 10 h 15, des vagues d’avions sont passées au-dessus de nos tetes, très haut dans le ciel. Des enfants se sont mis à crier à plusieurs reprises : ‘Ils vont bombarder Marseille !‘ J’ai quitté la cour et me suis réfugiée dans un coin du préau en pensant très fort à mes parents qui étaient là-bas…”

De retour d’un week-end dans les Basses-Alpes où la nouvelle du bombardement ne lui est pas parvenue, sa grande soeur Sylvette se rend normalement le mardi suivant, 30 mai, à sa maison située au 143, du boulevard National, afin d’y retrouver ses parents.

“Je suis arrivée devant l’immeuble qui n’existait plus”

“Je suis arrivée devant l’immeuble qui n’existait plus, se souvient Sylvette. Il ne restait qu’une partie de la façade où était accrochée la machine à coudre de ma mère, le poste de radio et le portrait de notre père sur le mur. Notre immeuble a été l’un des premiers atteints par la première vague. Mes parents n’ont pas eu le temps de descendre se mettre à l’abri, et surpris, ont subi une première attaque. Puis quelques secondes plus tard, une deuxième vague lâchait d’autres bombes qui ont complètement détruit la maison.”

 

Ernest, le père de Sylvette et Mireille, est tué sur le coup. Parti la veille au soir à son travail, il n’aurait dû rentrer qu’en fin d’après-midi mais était revenu plus tôt en raison d’une grève surprise des trains. Marthe, leur mère, est précipitée au bas de l’immeuble où elle reste ensevelie pendant huit heures sous les décombres.

“En fin de journée, poursuit Sylvette, les équipes de sauveteurs avaient abandonné tout espoir de retrouver des survivants dans l’immeuble totalement détruit. Mais le curé de l’église du Bon Pasteur était persuadé d’entendre des appels. Il a alors demandé de l’aide à deux jeunes hommes qui passaient par là. C’étaient deux frères, dont l’un, Marcel Siterre, avait travaillé à la mine de Gardanne et possédait quelques connaissances pratiques pour étayer les galeries. Ils se mirent à creuser et sécuriser un petit tunnel jusqu’à notre mère.”

Mais la pauvre femme ne se remettra jamais totalement de ses blessures et décédera quatorze ans plus tard, ajoutant son nom à celui des milliers de victimes de ce raid incompréhensible.


Quartier martyr

Un hommage aux victimes et aux sauveteurs sera rendu ce soir à 19 h 30, devant le monument des Mobiles, sur La Canebière ; cérémonie précédée à 18 h 30 d’une messe en l’église des Réformés. Selon le bilan établi par le bataillon de marins pompiers de Marseille dont 10 militaires sont morts ce jour-là à bord de leur véhicule écrasé par un pan de mur, le raid aurait fait 1 752 morts et 2 760 blessés, détruit 404 immeubles et déclenché 46 grands incendies.

Chiffres confirmés par l’association des Anciens de la Défense passive dont 64 volontaires et 47 démineurs ont perdu la vie en 1944. Un autre décompte macabre souvent cité lors des cérémonies officielles, fait état de 3 000 morts et 6 000 blessés. L’épisode le plus dramatique de cette matinée infernale reste l’effondrement de la voûte du tunnel du boulevard National, touchée par un coup direct alors que des centaines de Marseillais s’y étaient réfugiées, pensant y être en sécurité. Là encore, le bilan fut très lourd : 100 morts et près de 150 blessés.


“J’ai éprouvé de la haine, jusqu’au jour…”

Marseille : il y a 70 ans, le déluge de bombes - 2

Prise quelques heures après le raid, cette photo aérienne exceptionnelle que nous a confiée l’historien Alain Chazette, montre les deux secteurs les plus touchés : le port et le quartier de la gare.

Aujourd’hui âgées de 96 et 79 ans, Sylvette Bourelly et Mireille Négrel n’ont jamais pu effacer de leur mémoire cette terrible journée du 27 mai. Un raid mené selon elles sans aucun discernement, faisant naître au sein de la population marseillaise un fort ressentiment anti-américain, au point d’en inquiéter les stratèges qui préparaient en secret le débarquement en Provence.

“Les avions n’ont atteint aucun objectif stratégique mais uniquement des populations civiles, des maisons, des églises, des cinémas ; tant de quartiers ravagés par ce bombardement qui restera toujours pour nous meurtrier, inutile et criminel”, écrit Sylvette dans le petit mémoire que les deux soeurs ont voulu léguer aux générations futures pour que l’ampleur de ce drame ne tombe jamais dans l’oubli.

“Pendant très longtemps, reconnaît Mireille, j’ai éprouvé de la haine pour ceux qui m’avaient enlevé mon père, grièvement blessé ma mère, détruit ma maison et mis Marseille à feu et à sang. Et puis un jour, bien plus tard, mon fils m’a proposé de m’emmener en Normandie sur les plages du débarquement. C’était en 1994, à l’occasion du 50e anniversaire du ‘D-Day‘. Ce fut pour moi un choc immense. Quand j’ai vu toutes ces tombes et ces milliers de croix blanches alignées à l’horizon, il s’est produit chez moi comme une révélation. J’ai réalisé à quel point les Américains et nos alliés s’étaient sacrifiés pour nous libérer. Et si la douleur d’avoir perdu mes êtres les plus chers est toujours présente, cette vision m’a beaucoup apaisée”.

Reste pour Mireille, un grand regret : celui de n’avoir toujours pas pu savoir, en 70 ans, qui avait donné l’ordre ni pour quelle raison, de bombarder Marseille de la sorte. Mais pour Alain Chazette, l’un des meilleurs spécialistes français des fortifications et opérations militaires, auteur avec Pierre Gimenez du fameux ouvrage Südwall, l’explication est d’une terrible simplicité : “En 1944, la défense antiaérienne allemande était d’une telle densité et d’une telle précision que l’état-major américain n’avait trouvé d’autres solutions que d’ordonner à ses bombardiers d’opérer à très haute altitude afin de préserver au maximum leurs équipages. À la différence des Britanniques qui attaquaient à des altitudes beaucoup plus basses, avec une précision certes accrue, mais aussi des pertes beaucoup plus importantes.”

Philippe Gallini

Retrouvez dans La Provence d’aujourd’hui et dans notre Edition Abonnés : “Avignon bombardée le même jour”

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